Giorno 2

La tua prima domanda

Sapienziali Salmi 2,1-12
Nuovo Testamento Matteo 2,1-18
Antico Testamento Genesi 2,18-4,16

Introduzione

"Quale sarà la tua prima domanda?" In uno dei miei primi processi penali da avvocato, mi trovai a lavorare con un collega più anziano e con molta esperienza alle spalle. Nell'aiutarmi a preparare il controinterrogatorio, mi aiutò a comprendere il significato e l'importanza della prima domanda.

Sapienziali

Salmi 2,1-12

Salmo 2

 1 Perché le genti sono in tumulto
  e i popoli cospirano invano?

 2 Insorgono i re della terra
  e i prìncipi congiurano insieme
  contro il Signore e il suo consacrato:

 3 "Spezziamo le loro catene,
  gettiamo via da noi il loro giogo!".

 4 Ride colui che sta nei cieli,
  il Signore si fa beffe di loro.

 5 Egli parla nella sua ira,
  li spaventa con la sua collera:

 6 "Io stesso ho stabilito il mio sovrano
  sul Sion, mia santa montagna".

 7 Voglio annunciare il decreto del Signore
  Egli mi ha detto: "Tu sei il mio figlio,
  io oggi ti ho generato.

 8 Chiedimi e ti darò in eredità le genti
  e in tuo dominio le terre più lontane.

 9 Le spezzerai con scettro di ferro,
  come vaso di argilla le frantumerai".

 10 E ora siate saggi, o sovrani;
  lascatevi correggere, o giudici della terra;

 11 servite il Signore con timore
  e rallegratevi con tremore.

 12 Imparate la disciplina,
  perché non si adiri e voi perdiate la via:
 in un attimo divampa la sua ira.
  Beato chi in lui si rifugia.

Commento

1. La prima domanda nei Salmi riguarda Gesù

Tutto riguarda Gesù. Stare vicino a Gesù è la scelta migliore che possiamo fare, il “luogo” più sicuro dove stare.

Nel predicare il vangelo ad Antiochia, Paolo, citando questo salmo, dice: "E noi vi annunciamo che la promessa fatta ai padri si è realizzata, perché Dio l'ha compiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo: 'Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato'" (Atti 13,32-33, vedi Salmi 2,7).

Gesù è il messia (in ebraico "mashiah") (Salmi 2,2), l'unto del Signore, il Cristo, il Figlio di Dio, colui che ci offre rifugio: "Beato chi in lui si rifugia" (v.12).

Nel suo contesto originale, il salmo si riferisce probabilmente ad una situazione particolare riguardante un re "umano" d'Israele. Eppure, da una prospettiva più ampia, ci accorgiamo che la prima domanda nel salmo è un'anticipazione riguardante Gesù. Perché le persone "congiurano" e "cospirano" contro di lui? (vv.1-2)

Questo è esattamente ciò che vediamo accadere a Gesù nel Nuovo Testamento, così come nel brano di oggi. Fin dall'inizio della sua vita, Gesù è attaccato: i governanti si riuniscono, cospirano e tramano, invano, contro di lui (Matteo 2,3-4).

Ma il salmo termina nella speranza: "Beato [felice, fortunato, da invidiare] chi in lui si rifugia" (Salmi 2,12, AMP). In tutte le tempeste della vita, e soprattutto in quella del ritorno di Gesù, nel giudizio finale, il luogo più sicuro dove stare è proprio in lui, in Gesù.

Preghiera

Signore, grazie perché guardando a questo anno che inizia e alle opportunità, possibilità e sfide che mi aspettano, il posto più sicuro dove stare è in te.
Nuovo Testamento

Matteo 2,1-18

I magi visitano il Messia

2 Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2 e dicevano: "Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo".

3 All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4 Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5 Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

 6 E tu, Betlemme, terra di Giuda,
  non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda:
 da te infatti uscirà un capo
  che sarà il pastore del mio popolo, Israele".

7 Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8 e li inviò a Betlemme dicendo: "Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".

9 Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10 Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12 Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

La fuga in Egitto

13 Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo".

14 Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, 15 dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio.

16 Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. 17 Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

 18 Un grido è stato udito in Rama,
  un pianto e un lamento grande:
 Rachele piange i suoi figli
  e non vuole essere consolata,
  perché non sono più.

Commento

2. La prima domanda nel Nuovo Testamento riguarda Gesù

Tutto l'Antico Testamento trova compimento in Gesù.

I Magi (spesso indicati come "i saggi") colgono fin da subito il significato della nascita di Gesù. Chiedono: "Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei?" (v.2) Lo cercano e lo trovano. Il Vangelo dice: "Entrati nella casa, videro il bambino... si prostrarono e lo adorarono" (v.11). Riconoscono che Gesù è il compimento di tutte le speranze e di tutti i sogni del popolo in attesa.

Gesù è colui che porta a compimento tutte le promesse di Dio. Oggi lo vediamo in tre circostanze:

  1. Luogo della sua nascita

    Matteo ricorda che anche il luogo della nascita di Gesù era stato profetizzato (Michea 5,2). A Betlemme sarebbe nato il "capo" e il "pastore", "perché così è scritto per mezzo del profeta" (Matteo 2,5-6).

  2. Esilio in Egitto

    Poi Erode cerca di uccidere Gesù, e la sua famiglia fugge in Egitto (v.13). Matteo scrive: "Perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio" (v.15, vedi anche Osea 11,1).

  3. Strage degli innocenti

    Ed infine la strage di tutti i bambini di età inferiore a due anni per ordine di Erode (Matteo 2,16). Un avvenimento terribile riguardante Gesù e che era stato precedentemente profetizzato da Geremia (Geremia 31,15, vedi anche La moglie di Nicky dice e Matteo 2,17-18).

Preghiera

Signore Gesù, oggi voglio inchinarmi davanti a te e adorarti. Voglio offrirti tutto quello che ho, la mia vita, il mio tutto.
Antico Testamento

Genesi 2,18-4,16

18 E il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda".

19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l'uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.

21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. 22 Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.

23 Allora l'uomo disse:

 "Questa volta è osso dalle mie ossa,
  carne dalla mia carne.
 La si chiamerà donna,
  perché dall'uomo è stata tolta".

24 Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un'unica carne.

25 Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, e non provavano vergogna.

La caduta

3 Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: "È vero che Dio ha detto: "Non dovete mangiare di alcun albero del giardino"?".

2 Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3 ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete"".

4 Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! 5 Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male".

6 Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. 7 Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

8 Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l'uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. 9 Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?".

10 Rispose: "Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto".

11 Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?".

12 Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato".

13 Il Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?".

Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato".

14 Allora il Signore Dio disse al serpente: "Poiché hai fatto questo,

 "Maledetto tu fra tutto il bestiame
  e fra tutti gli animali selvatici!
 Sul tuo ventre camminerai
  e polvere mangerai
  per tutti i giorni della tua vita.
 15 Io porrò inimicizia fra te e la donna,
  fra la tua stirpe e la sua stirpe:
 questa ti schiaccerà la testa
  e tu le insidierai il calcagno".

16 Alla donna disse:

 "Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze,
  con dolore partorirai figli.
 Verso tuo marito sarà il tuo istinto,
  ed egli ti dominerà".

17 All'uomo disse: "Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato: "Non devi mangiarne",

 "Maledetto il suolo per causa tua!
  Con dolore ne trarrai il cibo
  per tutti i giorni della tua vita.
 18 Spine e cardi produrrà per te
  e mangerai l'erba dei campi.
 19 Con il sudore del tuo volto
  mangerai il pane,
 finché non ritornerai alla terra,
  perché da essa sei stato tratto:
 polvere tu sei
  e in polvere ritornerai!".

20 L'uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

21 Il Signore Dio fece all'uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì. 22 Poi il Signore Dio disse: "Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi quanto alla conoscenza del bene e del male. Che ora egli non stenda la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva per sempre!". 23 Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da cui era stato tratto. 24 Scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada guizzante, per custodire la via all'albero della vita.

Caino e Abele

4 Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: "Ho acquistato un uomo grazie al Signore". 2 Poi partorì ancora Abele, suo fratello.

Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo. 3 Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore, 4 mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, 5 ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.

6 Il Signore disse allora a Caino: "Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? 7 Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai".

8 Caino parlò al fratello Abele. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.

9 Allora il Signore disse a Caino: "Dov'è Abele, tuo fratello?".

Egli rispose: "Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?".

10 Riprese: "Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! 11 Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. 12 Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra".

13 Disse Caino al Signore: "Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono. 14 Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà".

15 Ma il Signore gli disse: "Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!". Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse. 16 Caino si allontanò dal Signore e abitò nella regione di Nod, a oriente di Eden.

Commento

3. La prima domanda nella Bibbia riguarda la bontà di Dio

Ti capita mai di chiederti se la via di Dio sia la strada più adatta e migliore per te? O se di fronte a certe cose contrarie a Dio, non sia meglio, a volte, provarle invece che respingerle?

Dio ha dato all'umanità tutto ciò che può desiderare. L'intero creato è stato fatto per noi, perché potessimo goderne. In Dio, ogni nostra necessità trova soddisfazione. L'umanità è l'apice della creazione di Dio. Lo stesso bisogno di comunità ha trovato soddisfazione nella creazione di altri esseri umani: "Non è bene che l'uomo sia solo" (2,18).

Dio dà inizio a tutto questo con il dono del matrimonio: "Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un'unica carne" (v.24). Il matrimonio è l'unione di un uomo e di una donna per tutta la vita. Un'unione in cui la sessualità è dono da godere nell'intimità e nella libertà, senza colpa o "vergogna" (v.25).

Eppure, nonostante questo, l'essere umano non si accontenta, cerca qualcosa in più e cede alla tentazione di afferrare il frutto proibito.

La tentazione inizia con un dubbio, un dubbio su Dio. Ecco la prima domanda della Bibbia: "È vero che Dio ha detto: 'Non dovete mangiare di alcun albero del giardino?'" (v.3,1). Dietro a questa domanda c'è una falsa verità che il nemico vuole insinuare nella tua mente: Dio ti stia nascondendo qualcosa di veramente eccitante.

Il primo errore di Eva è dare ascolto e parlare al serpente. Siamo creati per conversare con Dio, non con il diavolo.

Il diavolo, sotto forma di serpente, inganna Eva facendole credere che la sua disobbedienza non avrà conseguenze: "Non morirete affatto!" (v.4). Poi aggiunge: "Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male" (v.5), imputando a Dio delle cattive motivazioni. È proprio questo che accade di solito prima di mangiare il frutto proibito: credere in una falsa verità su Dio.

Il frutto appare "buono", "gradevole agli occhi" e "desiderabile per acquistare saggezza" (v.6). La tentazione è proprio così. Adamo ed Eva cadono nel peccato e, come spesso accade, dopo il peccato sentono la necessità di coprire: "Intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture" (v.7).

4. La prima domanda che Dio pone nella Bibbia riguarda te

L'amicizia di Adamo ed Eva con Dio si interrompe. Nell'udire i suoi passi, i due si nascondono (v.8). Ma Dio va a cercarli e, trovati, pone loro la sua prima domanda nella Bibbia: "Dove sei?" (v.9) Dio non si arrende, non rinuncia a te.

Ogni volta che ti allontani, Dio viene a cercarti per ristabilire la relazione tra te e lui.

Al serpente dice che la stirpe di Eva: "Ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno" (v.15b). Gesù è colui che schiaccerà la testa del serpente. Ma ad un costo: "Le insidierai il calcagno". Ristabilire quel rapporto avrà un costo. Sulla croce Gesù ha sconfitto Satana, pagando con la sua stessa vita. Il suo sangue è stato versato affinché io e te potessimo essere perdonati e affinché la nostra relazione con Dio potessere essere ristabilita.

5. La prima domanda che gli esseri umani si pongono riguarda la responsabilità

"Sono forse il custode di mio fratello?" (4,9b). Questa è la domanda cruciale di oggi. Abbiamo qualche responsabilità nei confronti degli altri?

La conseguenza della caduta è la rottura di una relazione, la relazione con Dio. Adamo ed Eva si accusano a vicenda (v.12) e come loro anche i due figli nel capitolo 4: litigano e si accusano l'un l'altro. I litigi, le discussioni e i dissapori sono iniziati proprio qui e da allora hanno rovinato il genere umano. Per quanto ti è possibile, evita le discussioni. Raramente ne vincerai una e sono così distruttive.

Caino è furioso nei confronti del fratello Abele. Dio lo chiama e gli chiede: "Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai" (4,6-7).

Le possibilità sono due: dominare il peccato (attraverso la forza della croce e della risurrezione e con l'aiuto dello Spirito) o farsi dominare dal peccato, come è stato per Caino. Caino uccide il fratello (v.8). Dio vede e chiede: "Dov'è Abele, tuo fratello?" (v.9a).

Qui, nella risposta di Caino, troviamo la prima domanda dell'essere umano nella Bibbia: "Sono forse il custode di mio fratello?" (v.9b). Caino vuole evitare di prendersi le sue responsabilità. È come se dicesse: "Ho davvero delle responsabilità nei confronti di qualcun altro oltre che di me stesso?"

La Bibbia ci dice che tutti noi abbiamo delle responsabilità nei confronti degli altri. Non possiamo esimerci dalle responsabilità di ciò che sta accadendo attorno a noi, nella nostra città, nazione e nel mondo. Ad esempio, non possiamo accettare che migliaia di bambini muoiano ogni giorno a causa della povertà estrema e dire semplicemente: "Non è una nostra responsabilità".

Ma la vita non è solo una questione di responsabilità verso gli altri ma anche di privilegio. Ogni giorno abbiamo la possibilità, anzi il privilegio, di poter portare benedizione e gioia ai nostri amici, alle nostre famiglie e a tutti coloro che ci circondano. Con la nostra vita, possiamo fare la differenza nella vita di tante persone.

Preghiera

Signore, grazie per aver creato questo meraviglioso universo attraverso il quale possiamo entrare in relazione con te. Aiutami quest'anno a realizzare il mio potenziale e fare la differenza nella vita delle altre persone.

La moglie di Nicky dice

Matteo 2,16

"Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi".

Ho sempre trovato difficile leggere questo brano. Che cosa terribile ha fatto Erode e per giunta a dei bambini, così indifesi. Probabilmente si sentiva insicuro di sé e temeva di perdere la sua posizione. Anche a noi può capitare la stessa cosa. Umiliare gli altri per cercare di difendere la nostra posizione.

Versetto del giorno

Genesi 2,24

“Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno un'unica carne”.

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